GR20 corsica

GR20 in Corsica: il trekking più duro d’Europa

L’80% delle persone che provano a percorrerlo non riesce a concluderlo, conosci davvero il trekking più duro d’Europa?

Il GR20, si presenta come un’esperienza wild e poco frequentata, immersa in un contesto unico, tra l’azzurro di due mari ed un sentiero di ghiaia, pietrisco, ghiaioni e rocce. Si tratta di oltre due settimane con un dislivello positivo medio quotidiano di circa 900 metri (12ooo metri in totale), attraverso sentieri selvaggi e poco calpestati, senza alcuna ferrata o supporto artificiale. Un percorso alpinistico nel bel mezzo del Mediterraneo e Tirreno.

GR20 corsica

Guardando all’aspetto logico, dei “numeri”, per chi abitualmente frequenta le altavia delle Dolomiti non pare di primo acchito un percorso difficile.

Ma quindi, se il dislivello non è così estremo, dov’è la vera difficoltà? Ecco qui 5 motivi per cui il GR20 è considerato il più duro in Europa.

 

1- Il percorso è definibile un trekking a lunga percorrenza, di stampo alpinistico, “basic”

GR20 corsica

Come spiegano approfonditamente nella guida dedicata e uscita nel 2022 di Ludovico Bianciardi, il percorso del GR20 è definibile basic in quanto è naturale il più possibile. Ci sono tratti attrezzati, ma mai vere e proprie ferrate. Il che lo rende selvaggio, naturale, poco calpestato e di perfetta ambientazione in un isola come la Corsica.

Anche i Refuge e le Bergerie si omologano alla filosofia basic, offrendo l’essenzialità tra posti letto o piazzola per la tenda e ristori. Non per tutti, ma per i “giusti” che cercano un percorso challenging e che apprezzano le cose semplici ed essenziali, adattandosi a 2 settimane di fatica e soddisfazioni.

 

2- Metti in pratica l’arte dello scrambling

GR20 corsica
“Proseguire per facili roccette”, naturalmente non attrezzate.

Il bello e il brutto del trekking in questione è che metterai in pratica lo scrambling, da noi mortali italiani, detta anche l’arte di “ravanare”.

Sin dal primo minuto in cui avrai indossato il tuo zaino da trekking lungo, bastoncini alla mano e berretto in testa, ti sarai chiesto “e ora, dove vado?”. S’, perché in Corsica non si trovano tante indicazioni di percorso. Numerosi sono gli articoli online che citano escursionisti esperti, amatori alpinisti, che si sono persi compiendo il tragitto. Ma non solo, la difficoltà primaria nell’affrontare il GR20 è il seguire la traccia corretta, anche quando non c’è un sentiero davvero marcato, “arrampicando su facili roccette”, per capirci. Facili sì, ma pericolose comunque. Occorre prestare attenzione per svariate ragioni, l’ambiente è alpinistico, sebbene ti trovi nel mezzo di una splendida isola nel Mediterraneo. Seguire quella che può sembrare una traccia più o meno marcata, e poi scoprirla errata, può rendere difficoltoso ritrovare il vero percorso e percorrere a ritroso una discesa, magari disarrampicando, attraverso lo stesso percorso. Nella parte nord del percorso, in particolare, si sale per rocce appoggiate, aiutandosi con le mani, continuamente. Ripetiamo, non è arrampicata, ma per chi non fosse abituato a questo movimento, a scorgere con gli occhi dove la roccia è più “unta” per seguirne la traccia, e soprattutto a “disarrampicare” nel caso di percorso errato (che spesso risulta un movimento meno intuitivo del salire) potrebbe risultare parecchio difficile e pericoloso.

 

3- Quando termina lo scrambling, è perchè sei su una cresta aerea o un tratto escursionistico comunque delicato

GR20 corsica

Il terreno in cui ti trovi è alpinistico, talvolta tranquillamente camminabile “ad occhi chiusi”, ma più spesso è delicato, friabile o esposto. La Corsica, quella wild e montuosa, attrae escursionisti in cerca di solitudine, avventura e pronti a situazioni di continuo pericolo. Il più delle volte si è comunque “lontani dalla civiltà”, da centri abitati, rifugi, immersi in un panorama di rocce, pietruzze e sassi, sentieri scavati dalla pioggia e frequentati da splendidi animali.

 

4 – Il meteo e l’ambiente sopra i 2000: forte caldo o pericolo temporali estivi

GR20 corsica nord

In Corsica il caldo durante il giorno più essere davvero soffocante, con poca aria, l’effetto percepito è di essere “in una serra”. Ti troverai spesso sopra i 2000 metri e a quella quota il sole cocente in estate o nelle mezze stagioni si fa sentire bene, inoltre il meteo può cambiare velocemente, senza molto preavviso. Il vero nemico, infatti, sono i temporali estivi. Personalmente, a noi non dispiace camminare anche sotto la pioggia, naturalmente deve trattarsi di un percorso noto o comunque non pericoloso, stando lontani da elementi di parafulmini come alberi o ferro, ed attrezzati il giusto con scarpe o ghette in Goretex e copri zaino impermeabile. Questa pratica, la sconsigliamo per chi trova maltempo affrontando il GR20: qui le rocce bagnate diventano dei pericolosi scivoli. È davvero pericolosissimo e sconsigliamo vivamente di affrontarne le tappe qualora il meteo fosse temporalesco o anche solo minaccioso di pioggia. Piuttosto, approfittane per un giorno di pausa, scattare fotografie o redigere il tuo “diario di bordo”, soprattutto se sei al Nord.

5 – Attenzione al peso dello zaino

GR20 corsica
180 km di saliscendi non sono per tutti.

Come in tutti i cammini o trekking di più giorni, abituarsi a camminare con uno zaino pesante è un allenamento che va testato nei mesi precedenti la partenza. Questa regola vale particolarmente per percorsi di più giorni che prevedono un certo dislivello. La media di dislivello del GR20 è di 900 metri al giorno, tra salita e discesa, per cui non banale. Il peso grava non solo nelle spalle, ma anche alle gambe, alla schiena e ahimè alle ginocchia. Cerca di stare più leggero ed essenziale possibile, prediligendo comunque uno zaino strutturato e con spallacci comodi e morbidi sulle spalle e naturalmente con cinturone ventrale affidabile, con cui scaricherai il peso, alleggerendo le spalle. Amato ed odiato compagno d’avventure, lo zaino va studiato, pesato, provato e riprovato meticolosamente prima di partire! I nostri modelli preferiti per questo genere di percorsi sono il Ferrino Finisterre in 28L, 38L o 48L ed il Millet Peuterey 35+10L o 45+10L. Infine, considera dei bastoncini da trekking solidi e durevoli, ma anche ripiegabili per poter esser velocemente riposti nello zaino nei tratti con cavo da ferrata e di semplice arrampicata di I-II°. Modelli di questo tipo possono essere i Camp Backcountry 3.0, Camp Backcountry ProGrivel Trail 3.

 

Non è il cammino di Santiago con i suoi 800 chilometri nella classica variante francese, meravigliosa e piatta, ma si tratta di 180 km da distribuire giornalmente con un dislivello consistente. Impensabile pensare di impiegarci 5 giorni. E’ necessario pianificare le tappe, suddividere il chilometraggio e dislivello, valutare meteo e punti di appoggio.

Insomma, il GR20 è un trekking davvero impegnativo, che mette a dura prova mente e corpo. La stanchezza, fisica e mentale, nei trekking così lunghi è sempre in agguato. Non è una “vacanza” o un viaggio rilassante, tuttavia con la giusta preparazione (allenamento e pianificazione, oltre che esperienza maturata in montagna) si può godere di scorci unici, in un’isola con monti oltre i 2000 metri ed un mare naturalmente azzurrissimo.

 

Sestogrado – yes, we climb.