frattura astragalo

Frattura dell’astragalo… se la conosci la eviti.

In arrampicata, come in tutti gli sport, è possibile mettere male un piede o dare troppa fiducia ad una presa, e farsi male. Essendo l’arrampicata una attività in cui gambe/caviglie sono a rischio forte impatto in caso di volo, è molto importante (cercare di) cadere nel modo meno violento e gravoso. Infatti, seppur nella sicurezza dell’ambiente della falesia o della palestra indoor, occorre prestare attenzione ad una delle fratture più comuni e più fastidiose per chi scala: quella dell’astragalo.

Se non ti sei mai fratturato l’astragalo (o se non studi medicina…) è difficile che tu lo conosca. 

dove si trova l'astragalo

Cos’è l’astragalo?

L’astragalo è un ossicino piccolo posizionato nel dorso del piede verso il tallone. E’ piccolo e in maggior parte ricoperto da cartilagine, motivo per cui il recupero post infortunio risulta particolarmente delicato e lungo.

Perchè è così carognoso?

Le complicazioni derivanti dalla frattura dell’astragalo riguardano la scarsità di rapporto ematico. Ciò significa che in caso di fratttura/trauma, l’irrorazione sanguigna nella zona interessata è ridotta. Il che comporta difficoltà di recupero fino ad un pericolo di “morte dell’osso”.

Mai sentito parlare di metatarsi? Ecco, quello è il pericolo più grande. L’osso fatica a calcificare e a formare un buon callo osseo e, trovandosi senza sangue, il decorso diviene lungo e delicato.

Inoltre, tenendo conto della sua posizione nel corpo, questo piccolo osso è sottoposto a carichi molto importanti, dovuti al camminamento, corsa, attività fisica etc. Per questo, dare peso sull’astragalo fratturato viene naturale e porta con sé molto dolore. Sappiamo tutti che quando avvertiamo dolore, la strategia che inconsciamente mettiamo in atto è quella di non caricare peso sull’arto dolorante, quindi tendiamo a camminare con il piede “sano” (se la frattura ha coinvolto un solo piede). Questo, seppur meno doloroso, porta a non calcificare l’osso rotto del piede infortunato, e quindi a procurare dolore e tempi di recupero lunghi.

Per tali complicanze purtroppo capita spesso che le fratture dell’astragalo non guariscono al 100% o nel migliore dei modi, lasciando dei problemi soprattutto con attività come l’arrampicata o sport di impatto similari. 

cengia in montagna

Come avviene questa frattura, e quindi come prevenirla?

La situazione ideale per la rottura dell’astragalo è la caduta dall’alto che causa un’impatto del piede contro il suolo, la parete o tra i materassi. Situazione tipica nel cadere dai primi rinvii ed arrivare a terra, volare in parete con una sicura troppo statica o semplicemente praticare il sassismo.

Per prevenire la frattura è fondamentale scaldarsi bene prima di affrontare la via, per preparare articolazioni, muscoli e tendini. Ovviamente è importante imparare a cadere nella maniera giusta.

Se in montagna o in falesia non è sempre facile prevedere la caduta, bisogna prestare più attenzione possibile alle situazioni delicate, come quelle che si verificano quando si supera e, potenzialmente, si potrebbe atterrare su una cengia esposta. Su un passaggio facile, con uscita su terrazzino o cengia, inserisci protezioni prima possibile. In questo modo, se dovessi cadere, eviteresti di sbattere rovinosamente sulla parete o di cadere sul piano. L’arrampicata in montagna non è mai sicura al 100%, proprio per questo occorre prevenire ogni situazione potenzialmente pericolosa con i mezzi di cui disponiamo!

cadere tra i materassi nel boulder

Quali sono le situazioni che coinvolgono più frequentemente questo incidente?

Per i falesisti gli infortuni sono avvenuti nella maggior parte dei casi precipitando a terra. Le altre casistiche più comuni riguardano l’incidente su cengia e l’impatto con la parete rocciosa.

Last but not least, il boulder non è esente da questa problematica: cadere tra i materassi è il caso-tipo più frequente per rompere l’astragalo, ma anche cadere male sul materasso porta a fratture, traumi e lesioni varie.

Hai mai subito traumi da caduta con il boulder o in via?

doccia gessata per l'astragalo rotto

Come si cura?

Il tipo di trattamento dipende dalla specifica tipologia di frattura. Si può parlare di doccia gessata o di interventi più invasivi, come i fili di Kirshner o l’inserimento di viti. 

Quando posso tornare a scalare? E come?!

Anche in questo caso dipende dal tipo di frattura e tipo di trattamento in atto, non ci può essere una risposta univoca. Può essere che già in una settimana si parli di camminata con carico sfiorante, oppure anche dopo 4 mesi!

Per quanto concerne direttamente l’arrampicata (ahimé) si potrà considerare la ripresa almeno dopo 1 mese.

E’ fondamentale ascoltare il proprio corpo ed i segnali che ci invia, quali il dolore e la ridotta mobilità. Il riposo è l’unica e migliore forma di recupero. Per sopperire alla frustrazione da inattività forzata, puoi sempre compensare dedicandoti all’allenamento della parte alta del corpo e degli avambracci. Quando tornerai in falesia, avrai le braccia di Hulk.

 

Sestogrado – Climb Safe