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Tecniche di autosoccorso del secondo di cordata

Un recente episodio avvenuto sul Piz Ciavazes, nel gruppo del Sella, in Val di Fassa, ha riportato l’attenzione su una situazione che ogni alpinista e arrampicatore dovrebbe conoscere: il secondo di cordata che rimane sospeso nel vuoto e non è più in grado di risalire la corda.

Nel caso specifico, la climber si trovava sulla via Diedro Zeni ed era rimasta sospesa a causa della conformazione strapiombante della parete, che le impediva di recuperare autonomamente la posizione e proseguire la salita.

Non è utile, però, soffermarsi sulle circostanze del singolo episodio: ogni situazione di autosoccorso è diversa e le cause che possono impedire a un secondo di risalire la corda sono molteplici.

È invece importante conoscere una tecnica che può permettere al secondo di cordata di risalire progressivamente lungo la corda utilizzando due punti di presa alternati, purché la situazione, l’attrezzatura e le competenze della cordata lo consentano.

Attenzione: le manovre di autosoccorso richiedono addestramento pratico e conoscenza approfondita dell’attrezzatura. Le indicazioni riportate qui hanno finalità didattica e non sostituiscono un corso di alpinismo, arrampicata o autosoccorso. In una situazione reale è fondamentale valutare preventivamente la sicurezza della manovra, mantenere sempre un sistema di assicurazione efficace e seguire le procedure apprese durante la formazione.

Prima di iniziare: la corda deve essere bloccata

Per procedere con la manovra, il primo di cordata deve innanzitutto mettere in sicurezza e bloccare la corda dall’alto, secondo una procedura di assicurazione e blocco che conosca e sappia eseguire correttamente.

Solo dopo aver verificato che il sistema sia effettivamente sicuro si può procedere con la predisposizione dei punti di presa necessari alla risalita.

 

1. Predisporre l’autoassicurazione e il “gradino”

Il primo elemento è un nodo Prusik di autoassicurazione realizzato attorno alla corda.

Direttamente sotto il Prusik si realizza un nodo semplice. Le estremità del cordino vengono quindi collegate all’anello dell’imbracatura con un altro nodo semplice.

All’asola del nodo semplice posto sotto il Prusik viene agganciato un moschettone.

La lunghezza dell’autoassicurazione deve essere regolata in modo che, mettendo in tensione il sistema, il nodo possa essere raggiunto e spostato comodamente con il braccio.

A questo punto si prepara un secondo Prusik, più lungo, che fungerà da “scaletta”. Anche questo viene fissato alla corda con un Prusik, al di sotto del sistema di autoassicurazione.

La lunghezza deve essere regolata in modo da consentire di inserire un piede nel sistema e caricarlo con una gamba piegata.

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2. Stendere la gamba

Una volta predisposti i due punti di presa, si può iniziare la progressione.

Si carica il sistema della “scaletta” con una gamba, mantenendo contemporaneamente una presa sicura sulla corda.

Con l’altra mano si spinge verso l’alto il Prusik dell’autoassicurazione.

L’obiettivo è creare spazio per trasferire progressivamente il peso da un punto di presa all’altro.

La sequenza deve essere eseguita con calma, evitando movimenti bruschi e verificando a ogni passaggio che il nodo abbia effettivamente fatto presa sulla corda.

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3. Spostare l’autoassicurazione e ripetere

Una volta raggiunta la posizione più alta possibile, ci si posiziona sull’autoassicurazione e si alleggerisce il sistema della scaletta.

Si piegano le gambe e si fa risalire il Prusik della scaletta.

A questo punto il peso può essere nuovamente trasferito sul sistema di appoggio.

La manovra consiste quindi in una successione di piccoli spostamenti:

caricare la scaletta → spostare l’autoassicurazione → trasferire il peso → spostare la scaletta.

Ripetendo la sequenza, trazione dopo trazione, è possibile guadagnare progressivamente quota fino a raggiungere il punto desiderato.

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E se si dispone di una Micro Traxion?

petzl micro traxion

Ah bè, se si dispone di una Micro Traxion o Nano Traxion di Petzl, la manovra risulta notevolmente facilitata. Questi dispositivi inoltre hanno il vantaggio di essere piccoli e pesare pochissimo, per cui possono essere facilmente portati con sè.

In questa configurazione la Micro Traxion viene inizialmente impiegata come bloccante per il sistema che funge da scaletta.

Una volta raggiunto il bordo, la configurazione viene modificata: la Micro Traxion viene trasferita dalla corda all’anello di assicurazione dell’imbracatura e la corda di trazione viene deviata sul Prusik dell’autoassicurazione.

Si completa così il sistema di recupero, con una frizione ridotta e una maggiore efficienza nella trazione.

Anche in questo caso, però, è fondamentale conoscere non soltanto il funzionamento della Micro Traxion, ma soprattutto la corretta configurazione del sistema e le sue modalità di utilizzo nell’autosoccorso.

Conoscere la manovra prima che serva

L’autosoccorso non è una sequenza di nodi da imparare a memoria. In una situazione reale entrano in gioco fattori come strapiombo, posizione del corpo, attriti, lunghezza della corda, possibilità di comunicare con il compagno, condizioni ambientali e stato fisico e psicologico della persona sospesa.

Per questo motivo queste tecniche vanno provate e riprovate in un ambiente controllato, con l’attrezzatura appropriata e sotto la supervisione di persone competenti, fino a renderne automatici i passaggi fondamentali.

Quando arriva il momento in cui bisogna utilizzarle davvero, la tecnica deve essere già conosciuta e ben padroneggiata.

 

Sestogrado – climb safe.