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Chamonix: la Disneyland dell’outdoor

Mark Twight in Confessioni di un Serial Climber canta il suo amore per Chamonix, ma allo stesso tempo dice che se vuole sopravvivere deve scappare da quella piccola cittadina ai piedi del Monte Bianco.

Geograficamente è situata in Francia, al confine tra Valle d’Aosta e Svizzera, a meno di un’ora di macchina da Ginevra ed Aosta, ma in realtà si trova altrove, in un universo parallelo dove non è importante chi sei o quanto guadagni, ma solo quanto sei estremo in quello che fai. La stretta valle di Chamonix racchiude un microcosmo di uomini e donne che arrivano da ogni parte del mondo, tutte con un unico scopo ottenere il massimo da quelle montagne. Climber, alpinisti, trail runner, sciatori, ice climber, mountainbiker, speedflyer, basejumper si risvegliano ogni giorno nel cono d’ombra del Bianco per dare sfogo alle loro passioni.

 

Come arrivare

Arrivare a Chamonix è tanto facile quanto dispendioso. Dall’Italia in macchina si percorre tutta l’autostrada della Valle d’Aosta, la A5, fino a Courmayeur per poi attraversare il Tunnel del Monte Bianco il cui pedaggio varia tra i 45 e 57 euro. Durante il periodo estivo, con un’ora in più di strada si può prendere il passo del Gran San Bernardo ad Aosta, scendere a Martigny e rientrare su Chamonix aggirando il costoso tunnel.

Altra soluzione è quella di arrivare con un volo all’aeroporto di Ginevra, da lì partono molte navette (con costi tra i 19 e i 200 euro) che in meno di un’ora ci fanno arrivare direttamente nel centro di Chamonix.

Se siete amanti del carsharing anche BlaBlaCar può essere una buona scelta, molti passaggi dall’Italia a Ginevra sono pubblicati ogni giorno, basta mettersi d’accordo con il conducente e farsi lasciare alla rotonda che si trova circa 3 km dopo l’uscita del tunnel, 10 minuti di camminata ed eccoci seduti all’Elevation 1904 a bere una birra guardando la montagna più alta d’Europa.

Muoversi poi a Chamonix anche senza macchina è piuttosto facile grazie all’ottimo servizio pubblico, il cui “hub” principale è la fermata Chamonix Sud, a 1 minuto dalla  partenza della teleferica dell’Aguille du Midi.

 

Dove dormire

Se siete con un van o un camper un’ottima soluzione è il parcheggio del lago di Gaillands oppure il parcheggio lungo la strada che porta a Les Praz, subito dopo il centro sportivo. Entrambi sono gratuiti e senza limiti di tempo. In estate sono molto affollati e trovare posto non é facile. Se volete calma allora potete andare nella zona della Pierre d’Ortaz, un piccolo parcheggio immerso nel bosco che vi farà stare tranquilli e un po’ più isolati.

Chamonix non è il posto più economico per trovare da dormire, soprattutto nei periodi di punta, ma oltre all’ostello della gioventù, potete pensare anche al hotel Le Vert vicino alla falesia di Gaillands o al suo vicino Hotel des Lacs, due soluzioni piuttosto economiche, ma comode e discretamente accoglienti.

Se invece si pensa di passare un tempo piuttosto lungo, una buona soluzione è quella di affittare un appartamento, Chamonix offre davvero un infinità di soluzioni, dal monolocale poco costoso, fino al super chalet di lusso con ogni optional, dipende dalle vostre tasche.

 

Dove arrampicare

Ora che abbiamo da dormire possiamo pensare ad arrampicare. Qui si apre un mondo infinito. In questo magico posto possiamo passare nello stesso giorno da una difficile via di misto in alta quota con avvicinamento con gli sci, a un monotiro in falesia nel pomeriggio, per chiudere la giornata con qualche bel movimento boulder mentre si beve una birra in compagnia al Col des Montets.

– Falesia: A poche centinaia di metri fuori dal centro, al Lac des Gaillands, c’è la falesia più grande della valle, circa 130 vie divise in 7 settori. Questa e la falesia facile per eccellenza, gneiss con gradi che vanno dal 3a fino al 7c. Esposta per la maggior parte a sud regala soddisfazioni e “untume” a ogni climber. Perfetta anche se si è con bambini o in famiglia, se si vuole fare un pic nic o se si vuole montare una slack line per passare le ore più calde.

Gaillands

La falesia al Lac des Gaillands ha tiri facili ed è family friendly.

Se volete qualcosa di piu croccante allora potete cercare la falesia di Coupeau, a circa 15 minuti di macchina da centro, sempre su gneiss che regala bei tiri tra il sesto e il settimo grado, il tutto con uno splendido panorama sulla cima del Monte Bianco.

Una delle falesie più apprezzate della valle è quella di Gietroz (circa 25 minuti dal centro in macchina vicino a Vallorcine) che ha un avvicinamento di circa 20 minuti a piedi, molto bella e piacevole su un gneiss a grana fine. L’arrampicata è tecnica, spesso in placca e verticale. La maggior parte delle vie si asciuga molto rapidamente. La falesia è molto soleggiata e spesso si arrampica anche in inverno se la neve è bassa e c’è bel tempo. Qui i gradi arrivano fino all’8a, con la maggior parte che si attesta tra il 6b e il 7b.

– Vie lunghe sportive: La zona di Barberine offre un’arrampicata molto divertente sempre su Gneiss con avvicinamento di nemmeno 15 minuti. Il sito è particolarmente attraente per le sue vie lunghe, che nonostante una grande altezza (fino a 300 metri) non sono mai impressionanti perché spesso con zone erbose ed alberi vicini. Ottimo per arrampicare su lunghezze fino al 7a ma senza paura, su una roccia piuttosto solida, al sole per gran parte della giornata e con un bellissimo panorama, nonostante la vicina linea elettrica ad alta tensione e la strada un po’ rumorosa. La bastionata de Les Perrons è un luogo più selvaggio e in quota (2500 metri), con avvicinamento non facile che varia tra l’ora e l’ora e 45 minuti partendo dalla diga di Emosson (Barrage d’Emossons). Qui ci sono circa 20 vie, fino a 400 metri, che fanno prevalere passaggi in placca, ma non mancano movimenti atletici. I gradi sono tra il 6a e il 7a. Se volete invece arrampicare seguiti dagli occhi di centinaia di turisti scegliete una delle belle vie di Le Brevent. Avvicinamento in funivia e arrivo su uno dei più affollati belvedere della valle, ma la roccia e le vie sono davvero belle ed emozionanti. I suggerimenti sono senza dubbio tre classiche imperdibili: Via Frison-Roche ( 200 metri, 6 tiri, 6a/5c), Crakoukass (250 metri, 9 tiri, 6b/5b) e Ex Libris (200 metri,  7 tiri, 6b/6b da integrare in stile trad).

– Alpinismo: Ci vorrebbero forse 20 o 30 articoli diversi per parlare delle possibilità di fare alpinismo sul massiccio del Monte Bianco, infinite vie di ogni grado possibile e inimmaginabile, tiri che hanno scritto la storia dell’arrampicata e dell’alpinismo… tornando a Mark Twight qui trovate Beyond Good And Evil ((V 5+, 5c e A1 / A2, 600 metri, 14 tiri).  Personalmente sono tre quelle che per meriti estetici e panoramici, credo racchiudano tutto il resto.

Sicuramente ci sono delle vie che DEVONO essere percorse almeno una volta  anche se considerate molto facili, e una di queste è sicuramente l’Arete des Cosmiques (AD 4a/3c), una facile cavalcata sulla cresta rocciosa che divide il ghiacciaio dalla valle di Chamonix. Terreno non troppo tecnico, ma con qualche passaggio “croccante” e arrivo da superstar direttamente sulla terrazza del rifugio dell’Aguille du Midi, gremita di turisti che vi immortaleranno nelle loro fotografie e vi mostreranno ai loro amici come “grandi alpinisti”.

Cosmiques

La via di cresta sull’Arete des Cosmiques

Salendo leggermente di grado da affrontare è la Nord della Tour Ronde. Uno scivolo di neve e ghiaccio di 350 metri con un breve canale nella parte intermedia, una via incredibilmente estetica, immersa nel cuore del ghiacciaio. Difficoltà D-, ma le condizioni di scarso innevamento la stanno rendendo sempre meno facile e percorribile. Se siete dei veri alpinisti, di quelli con la A maiuscola per voi allora c’e lo Sperone Walker sulla parete Nord delle grande Jorasses (forse la Nord più bella esteticamente delle Alpi). Una via che ha fatto la storia, una lunghissima (40 tiri, ED- 6a/6a) lama di ghiaccio e roccia a volte non troppo solida che però regala emozioni che solo chi ha salite una Grande Via può provare.

Boulder: Due zone prevalentemente, quella a Col Des Montets, con bei blocchi mai troppo alti, soleggiata e in un incantevole “locus amoenus” ideale anche passare una bella serata davanti alla griglia, oppure la zona di Les Bossons (a sinistra del trampolino per il salto con gli sci), immersa nel fitto bosco quindi con boulder maggiormente da pulire e più spesso umidi. Le linee più belle spesso contengono prese scavate. Se invece cercate qualcosa che si avvicini a Fontainbleu, basta prendere la macchina e guidare per una mezz’ora: scendere a Sallanches sulla N212 seguire poi Megeve e Cordon Nantcruy, poco dopo si arriva a un piccolo parcheggio dove inizia la foresta di Medonnet. Ottimo gneiss con un grande gip, landing pianeggianti e sicuri, mai troppa gente e la possibilità di arrampicare anche in inverno nelle giornate in cui il sole ha sciolto la neve.

La Prua, il problema simbolo di Medonnet

Dove andare dopo aver arrampicato

La birra post-via  è un rito sacro, a Chamonix il luogo dove tutti si ritrovano per consumare questo rito è l’Elevation 1904, grandi tavolate esterne baciate dal sole e con una magnifica vista sulle Aguille de Chamonix e sulle Agulles Rouges, tutti passano lì davanti e non esiste luogo migliore per trovare nuovi compagni di corda per il giorno seguente… o compagni di bevute per la sera stessa.

Elevation

La birra migliore di Chamonix la sorseggerete all’Elevation 1904, contemplando il passeggio cittadino.

Se volete un po’ più di calma potete andare a La Terrasse, sperando di trovare uno sgabello libero nella terrazza al primo piano affacciata proprio sulla cima del Monte Bianco e su una delle piazze principali del paese.

Se invece cercate un pizzico di Italia, del buon vino e un aperitivo da leccarsi i baffi allora diretti da Buonissimo, dove Maura (la “mamma degli italiani a Chamonix) vi accoglierà con tutto il calore della sardegna e una selezione di prodotti a dir poco magnifica.

Scendendo dalla funivia dell’Aguille du Midi vi ritroverete nel quartiere di Chamonix Sud, qui potrete scovare i migliori hamburger e la miglior birra della valle: il piccolo chiosco Le Little gestito da madre e figlia offre i migliori hamburger di Chamonix, tutto fatto rigorosamente in casa (anche le salse e i burger vegetariani) e con prodotti a km0, ma soprattutto prezzi contenuti. Ha solo posto all’esterno, quindi ideale per l’estate. Sempre nella stessa piazza troviamo il MonkeyPub e Il BigHorn, du ottimi luoghi per cenare e bere, dove potete inoltre trovare la Big Mountain, la birra fatta direttamente a Chamonix da due giovani mastri birrai. Da provare.

A proposito di birra, un giro all’MBC (Micro Brasserie de Chamonix) è obbligato, birrificio artigianale (spesso super-affollato) che offre 4 tipi di birre artigianali, la nostra preferita: la Granite. Per mangiare tipico il super turistico La Caleche non va saltato, mentre un’opzione meno d’ambiente, ma più economica e di sostanza è La Poele. Se non potete fare a meno della pizza la scelta e tra tre locali gestiti da Italiani: Pizzeria de Moulins, Casa Valerio e Neapolis.

Se invece arrivate da Vallorcine la sosta birra va fatta all’Hotel du Buet sui sui tavolini in plastica all’esterno.

Per i nottambuli la scelta è tra la classe de Les Caves e l’irruenza della discoteca Amnesia.

 

Cosa fare quando é brutto tempo

Chamonix è basata al 90% sull’outdoor, quindi quando il tempo non è dei migliori le alternative non sono poi molte. Sedersi al Petit Gourmand per una giornata di assaggi di cioccolato è una buona soluzione oppure un giro alla Maison des Guides per vedere il magnifico plastico 3D del massiccio del Monte Bianco, una partita a bowling o a biliardo, sono tutte alternative.

Oppure si può andare a scalare in palestra a Les Houches. La Montblanc Escalade è  una bella palestra per corda, con circa 120 vie dal 4 al 9a ( e vi assicuriamo che la gradazione è piuttosto dura, quindi per fare il vostro grado dovrete faticare un poco).

 

La mossa del Local

Ovvero cosa non fare per non essere subito additati come turisti. I local arrivano a prendere la funivia per scendere e si tolgono imbrago e scarponi, ancora meglio se estraete un paio di infradito dallo zaino e calzate quelle in funivia. Solo i turisti rimangono seduti al bar con ancora addosso scarponi, imbrago e in qualche caso anche chiodi da ghiaccio o rinvii.

 

Climb safe