migliorare in arrampicata

Vuoi migliorare in arrampicata? Segui il ritmo

L’essere umano si è evoluto per muoversi in orizzontale, un piede dopo l’altro, guardando ben fisso davanti a sé. Solo che ad un certo punto qualcuno di noi ha iniziato a guardare verso l’alto e allora tutto quello che ci sembrava così facile è diventato dannatamente difficile, ma anche incredibilmente divertente: avevamo scoperto l’arrampicata,  eravamo entrati nel mondo verticale.

 

Arrampicare su roccia all’inizio sembra davvero difficile, anzi quasi impossibile. Manovre, movimenti, avvicinamenti… poi più cresce l’esperienza più aumenta il divertimento.

Per facilitare le cose a chi si avvicina al mondo verticale ecco qualche piccolo consiglio per progredire più velocemente e divertirsi fin da subito.

spingi con le gambe

 

SPINGI CON LE GAMBE!

La forza delle braccia e del tronco diventa fondamentale solo quando le vie iniziano a diventare verticali o strapiombanti, all’inizio della vostra avventura di climber la cosa più importante sarà trovare il giusto equilibrio e il bilanciamento del corpo.

Essere un buon climber non significa fare trazioni monobraccio su microtacche, vuol dire saper utilizzare con sapienza e precisione i propri piedi e le proprie gambe. Non solo perché gran parte della forza che vi fa andare verso l’alto arriva dalle gambe, ma anche perché è proprio la parte bassa del corpo a creare la base del “triangolo d’equilibrio” che è il fondamento della progressione su roccia. Le gambe sono molto più forti e resistenti delle braccia, più arrampicherete con la parte bassa del corpo, meno stanchi arriverete in catena. Cercate di imparare a spingervi verso l’alto con le gambe e usare le braccia solo per trovare l’equilibrio giusto.

spingi con le gambe

GRM: guarda, rifletti, muovi

Un buon esercizio propedeutico all’arrampicata sono gli scacchi: prima di effettuare qualsiasi mossa bisogna analizzare tutto il campo di gioco, riflettere sulle conseguenze delle mosse e immaginare le contromosse dell’avversario. L’arrampicata è uno sport tanto fisico quanto mentale. Prima di iniziare una via, studiala, cerca di comprendere il suo andamento. Cerca appoggi per i piedi e appigli per le mani. Cerca di comprendere dove puoi fermarti a riposare. Utilizza i segni lasciati dalla magnesite di altri climber per capire dove sono i passaggi più difficili (normalmente i più smagnesati). Visualizza la via, poi attacca la roccia con decisione. Non sprecare energie inutili, segui la tua idea, se scopri che il percorso che avevi scelto non è il migliore, rimani calmo, fai qualche movimento indietro, torna a un punto di resting, riposa e riparti. Rimani centrato sull’obiettivo, rifletti sui movimenti, trova la soluzione al problema e arriverai in catena.

 

OK AMARE LA ROCCIA, MA NON ABBRACCIARLA!

Uno degli errori più comuni fatti dai climber, non solo quelli alle prime armi, è quello di abbracciare la roccia. Quando ti addossi troppo alla roccia con il peso del corpo e butti indietro il bacino, togli peso dai piedi e ti trovi in una posizione di disequilibrio. L’arrampicata si basa tutta sul bilanciamento dei pesi, cerca quindi di tenere il tuo corpo il più possibile perpendicolare al suolo, cerca di avere sempre il tuo bacino attaccato alla parete, centrato tra i piedi e in linea con le spalle per aumentare l’equilibrio e la stabilità. Ogni movimento che effettui, con le mani o con i piedi, deve portarti nuovamente in una posizione di equilibrio.

spingi con le gambe

“GUARDA” CON LE MANI MA NON STRINGERE

Se le gambe sono fondamentali per farti progredire, le mani sono quelle che ti permettono di trovare la stabilità. In arrampicata è fondamentale separare mentalmente l’azione delle braccia da quella delle gambe. Usa le mani per sondare la parete, cerca prese di vario tipo, guarda ai tuoi lati, cerca fessure orizzontali, verticali, incastri, senti se gli svasi a mano aperta ti permettono di trovare un nuovo bilanciamento senza tirare troppo con i muscoli, ma semplicemente spostando il peso. Appoggiati con la schiena nei diedri, con i palmi aperti cerca i micro appigli su cui poi punterai i piedi. Scopri tutti i vari tipi di presa, ce ne sono a centinaia. L’errore tipico dei neofiti è quello di “stritolare” le prese, perchè si è in cerca di sicurezza. In realtà le prese vanno tenute il meno possibile per non stancare gli avambracci, le si deve tenere il minimo indispensabile per consentirci di rimanere in equilibrio e quindi spingere con le gambe, secondo il detto: “mano non tiene, piede non spinge“. Poi, se sei sotto ad un tetto…

 

IN PUNTA DI PIEDI

Non nel senso di fare silenzio, no, nel vero senso della parola, cerca sempre di stare sulla punta dei tuoi piedi, cerca di utilizzare la parte anteriore delle scarpette (non prendiamo volutamente in considerazione le “tallonate”, un livello molto avanzato di arrampicata). Ci sono tre principali posizioni dei piedi, l’appoggio di punta (Toeing in inglese), il laterale (Edging) e la spalmata (Smearing).

L’appoggio di punta è tutto nella parola, solo una piccola porzione della parte anteriore della scarpetta appoggia sulla roccia, permette di arrivare più in alto e di sfruttare anche gli appoggi più piccoli. Il laterale è invece quando si appoggia il lato interno o esterno della punta della scarpetta, che non a caso in quelle di ultima generazione è pronunciato e con un profilo ad angolo per migliorare la tenuta; la spalmata è invece quando si posiziona tutta la suola anteriore sulla roccia, cercando di tenere i talloni il più bassi possibile, e si fa frizione con questa parte sulla roccia, apparentemente anche dove non ci sono appoggi, tecnica tipica dell’arrampicata su placca. Cercate di prendere confidenza con tutti questi movimenti, usate le vostre sessioni indoor e outdoor per imparare a padroneggiarle.

 

SEGUITE IL RITMO

Potrebbe non sembrare, ma arrampicare è uno sport basato sul ritmo e sulla fluidità. Più sarete fluidi e più arrampicherete con tranquillità ed equilibrio.

Non guardate la via come una serie di movimenti singoli ed individuali, ma come una danza verticale in cui il primo movimento è concatenato all’ultimo. Più siete statici e più vi stancate, non passare ore appeso a una presa, accarezzala e vai diretto alla prossima. Cerca di essere rilassato e di respirare mentre arrampichi, non andare in apnea. Appena ne hai la possibilità, tra un movimento e l’altro, scrolla le braccia per rilassarle, anche se apparentemente credi di non averne bisogno in quel momento, in realtà ti aiuterà a massimizzare le forze per tutta la via e ad averne ancora quando sarai nel passo chiave.

Se devi spostare il tuo peso da una gamba all’altra fai un movimento morbido, non a scatti, perché se sei fluido riesci a bloccare un’eventuale errore, se fai tutto nervosamente e in apnea non hai il tempo di reazione per capire che stai sbagliando. Quando arrivi a una presa grande, con un ottimo bilanciamento del corpo, riposati, sciogli le braccia, respira profondamente e cerca di portare quanto più sangue puoi alle dita. Osserva il resto del tiro, studialo e pensa a dove mettere mani e piedi e dove si trova il prossimo riposo. Fai un bel respiro e riparti, segui il ritmo, diventa un tutt’uno con la roccia. Una delle tecniche di concentrazione e rilassamento, per mantenere fluidità di azione, adottata da alcuni climber è quella di immaginarsi come dell’acqua che scorre sulla roccia.

 

Infine, un ultimo consiglio… divertiti! Il vero segreto è questo.