visualizzazione

Visualizzazione

Ognuno di noi ha i propri obiettivi e cerca dall’arrampicata qualcosa di diverso. Diciamo comunque che uno scopo comune a tutti i climbers è quello di divertirsi e non di competere, per cui ai più potrà sembrare esagerato riferirsi a pratiche e metodologie di allenamento di top climbers come Adam Ondra, tuttavia:

a) imparare dai migliori non guasta mai

b) migliorare le proprie capacità ci da maggiori opportunità di approccio alla roccia e quindi di divertirci

Detto questo oggi parliamo di una tecnica comune non solo ai top climbers ma ai top atleti di ogni disciplina: la visualizzazione.

Per visualizzazione non si intende la lettura da terra che deve essere fatta della via, per capire in anticipo prese e posizioni da assumere. Questo è un aspetto tipico dell’arrampicata della cui importanza si sarà reso conto ogni climber.

Per visualizzazione intendiamo il modo in cui, di testa, ci prepariamo ad affrontare la via, alcuni passaggi od il passaggio chiave.

In sostanza consiste in questo: vi sedete con gli occhi chiusi ed immaginate la sequenza da effettuare. Lo potete fare in due modi, immaginandola solo con la vostra mente o accompagnando con i relativi movimenti del corpo, mani e piedi. E’ un approccio che viene applicato sistematicamente da Adam Ondra che afferma: “più tempo dedichi alla visualizzazione, più ti sei relazionato con la via e più ti sembrerà facile. Visualizzare una via per centinaia di volte per me è come averla fatta per una decina di volte”.

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La visualizzazione della via, effettuata il giorno, o nei giorni prima della prestazione, o anche qualche istante prima, migliora la prestazione perchè:

1 – il nostro cervello è fatto a blocchi di memoria, quella neuromuscolare è una di quelle. Più ripetiamo un movimento più ci viene bene perchè il nostro cervello trasmette al sistema neuromuscolare le giuste informazioni. Anticipare mentalmente questo processo aiuta e facilita i meccanismi neuromuscolari, facilitando il compito del nostro corpo, una volta che ci troviamo effettivamente ad eseguire i movimenti.

2 – immaginare la via, noi mentre la facciamo e soprattutto mentre superiamo il passaggio che temiamo, con successo, contribuisce a rafforzare in noi la convinzione di potercela fare (visualizzazione positiva). Tutti i top atleti lavorano su questo. I grandi tennisti si immaginano ad effettuare il colpo vincente centinaia di volte, in Moto Gp e Formula Uno, i preparatori dei piloti hanno adottato le tecniche utilizzate dai piloti di jet militari che prevedono sessioni di training autogeno con visualizzazione positiva della (missione?) gara.

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3 – visualizzarci decine di volte in un contesto specifico, nel nostro cervello, riduce fortemente lo stress emotivo, nel momento in cui in quel contesto ci troviamo davvero. E’ una tecnica “prelevata” dai militari e dalle forze speciali che per ridurre lo stress e lo shock da battaglia, i giorni precedenti lavorano di testa proiettandosi sul campo ed immaginandone i contorni. Il nostro cervello adotta dei meccanismi di autodifesa automatici, fatti per proteggerci, che in alcune occasioni, come in una prestazione sportiva, è più utile “aggirare”. Immaginarci con anticipo su una via che ci intimorisce o che non siamo sicuri di riuscire a chiudere, abitua il nostro cervello ad essere già lì, riducendo lo stress e l’ansia una volta che ci siamo davvero ed aiutandoci ad avere una migliore concentrazione.

 

Quanto tempo dedicare alla visualizzazione? Adam Ondra dedica alla visualizzazione circa 15 minuti al giorno, sia nelle sessioni di allenamento (pensando al progetto del momento) sia in falesia, minuti prima di attaccare.

E’ una tecnica che non richiede sforzo fisico, nè di essere grandi campioni, per effettuarla. Può essere provata con poco e può aiutarti a migliorare.

Datti una chance per provare a farla almeno un paio di volte.

 

Climb safe

 

Note: il miglior testo in commercio che affronta l’allenamento mentale per i climber è Rock Warrior’s Way che in parte affronta l’aspetto della visualizzazione.