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Perché così tanti climber non indossano il casco?

Quando si tratta di caschi e scalatori, l’incoerenza è ovunque. I traumi da impatto alla testa sono i più pericolosi in arrampicata, allora perché si fa così fatica a vedere un climber che indossa un casco in falesia?

La maggior parte degli scalatori su ghiaccio e degli alpinisti in montagna indossa il casco, ma sono molti meno i climber che lo indossano in falesia. Una via sportiva in falesia, ovviamente, è molto più sicura di una via trad in montagna. Non hai colate, frane, smottamenti, difficilmente ci saranno animali che smuovono la terra sopra di te, i crolli in generale sono rari, ma gli impatti contro la roccia quando voli non sono così infrequenti.

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Molti alpinisti che su ghiaccio mettono il casco, non lo indossano quando scalano su roccia. Alcuni climber lo mettono su una falesia ma non su un’altra. Oppure lo indossano mentre scalano ma non mentre fanno sicura, anche se la parete non è pulita bene e continuano a cadere sassi.

In apparenza, sembra pazzesco. Se i caschi prevengono o attenuano le lesioni alla testa, uno scalatore non dovrebbe indossarne sempre uno, dal momento in cui arriva in falesia al momento in cui inizia a tornare alla macchina? Oppure l’uso del casco, come tanti aspetti della nostra passione, è un problema che non trova risposte concrete?

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Il casco, originariamente, in alpinismo è stato concepito per proteggere dalle cadute di sassi/oggetti dall’alto, cosa che in montagna avviene con una certa frequenza. Con la larga diffusione dell’arrampicata sportiva, è passato l’assunto per cui “in falesia non cadono oggetti dall’alto per cui il casco non serve”, oltre che culturalmente la falesia è sempre stata percepita come luogo di libertà, dove poter scalare capelli al vento come un surfista californiano.

Ai giorni nostri c’è una nuova consapevolezza della frequenza con cui le commozioni cerebrali si verificano in moltissime attività. I potenziali effetti negativi a lungo termine di questi traumi hanno indotto consumatori, produttori e regolatori a riesaminare molti sport e i loro dispositivi di protezione. I caschi anti-trauma ad alta tecnologia si stanno facendo strada nei mercati del ciclismo e dello sci.

Nell’arrampicata la commozione cerebrale è solo una delle tante gravi lesioni alla testa che uno scalatore potrebbe subire, altre includono fratture del cranio e gravi lacerazioni ed i produttori stanno realizzando caschi che forniscano sempre più una protezione, non solo da caduta di oggetti dall’alto, come prevede l’omologazione, ma anche da impatti laterali o sulla nuca, tipici di un volo da primo con sbilanciamento del corpo.

In falesia sui settori facili o in occasione di corsi, è frequente vedere climber con il casco, ma a mano a mano che le vie diventano più strapiombanti e la difficoltà aumenta, sempre meno persone indossano il casco. Generalmente le salite strapiombanti sono meno vulnerabili alla caduta massi e agli impatti con la roccia e, sinceramente, è veramente raro vedere qualcuno che stia scalando forte e che indossi il casco. Per quanto riguarda il boulder poi, praticamente nessun boulderista fa boulder con il casco, nonostante le frequenti cadute con contusioni che molti boulderisti subiscono.

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Allora, perché così tanti climber non indossano il casco?

Si può pensare che le persone prendano decisioni logiche basate sul rischio e che tendano a indossare i caschi più spesso quando percepiscono una maggiore minaccia derivante dalla caduta sassi, le vie sono più appoggiate e c’è maggior rischio di impattare contro la parete, le vie sono più lunghe o scarsamente protette, etc. Tuttavia, non si può non pensare anche che alcuni climber prendano decisioni poco ragionate, basando la loro scelta anche su ciò che è “bello”. Per molti alpinisti, la decisione se indossare il casco non si basa affatto sulla sicurezza, ma piuttosto sul comfort e sulla moda.

adam ondra

Riviste, siti web, social e media in generale hanno la loro responsabilità. In molte immagini i climber vengono ritratti senza casco, questo concorre a promuovere un modello culturale. Immaginate se il buon Adam, iniziasse a chiudere le sue vie ed il prossimo fatidico 10a, con i suoi riccioletti che spuntano da sotto il casco, il suo utilizzo in falesia da parte degli amatori subirebbe una accelerata importante.

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Il Vapor di Black Diamond pesa 245g nella taglia M/L.

 

Infine, il punto è questo: sì, ci sono molte vie dove è perfettamente ragionevole sostenere che il casco non sia realmente necessario, ma raramente ci sono argomenti sufficienti per non indossarne uno, e quindi? Perché non farlo? L’argomento del comfort non è più sostenibile, come negli anni 80 quando i caschi pesavano come i Nava (se li conosci sei un boomer). Oggi i caschi arrivano a pesare meno di 300g, sono super aerati e non ti accorgi neanche di averli in testa… fino a che non fanno il loro lavoro.

 

Climb safe.