biomeccanica arrampicata

Mi fa male lì, dietro a quel muscolo là che fa così

Articolazione gleno-omerale? Cuffia dei rotatori? Cingolo scapolare? L’arrampicata coinvolge diverse strutture anatomiche. Conoscerle meglio aiuta a capire quali e a che tipo di infortuni puoi andare incontro, ecco una breve panoramica:

 

Gomito

Il gomito è un’articolazione composta da un lato dall’omero, l’osso della parte superiore del braccio, e dall’altro dalle due ossa dell’avambraccio, ulna e radio. Articolazione significa l’incontro di due o più ossa che crea il fulcro per uno o più movimenti.

L’articolazione del gomito è – nel braccio – un’articolazione molto stabile. Permette due movimenti importantissimi per l’arrampicata, da un lato flessione ed estensione del gomito e dall’altro rotazione dell’avambraccio verso l’esterno e verso l’interno. Senza questi due movimenti non potremmo tirarci e spingerci su e avvicinare le mani alle prese.

Vicino all’articolazione del gomito abbiamo l’origine dei muscoli estensori del polso e delle dita, un punto spesso dolente in caso di epicondiliti. Questi muscoli passano lungo la parte laterale e posteriore dell’avambraccio, attraversano il polso e arrivano così fino alla mano.

Esistono anche dei muscoli flessori della mano, che eseguono lo stesso percorso ma lungo la parte anteriore dell’avambraccio e della mano. Noi climber li abbiamo particolarmente sviluppati e ci basta fare il pugno per ottenere un avambraccio ipertrofico.

 

Spalla

Se risaliamo dal gomito lungo l’omero troveremo il margine superiore esterno della scapola, un osso triangolare situato nella parte posteriore del nostro tronco e composto da due angoli superiori e uno inferiore.

L’incontro tra l’angolo superiore esterno della scapola e la testa dell’omero crea l’articolazione principale della spalla, detta anche gleno-omerale. La spalla è composta in realtà da 5 articolazioni che, lavorando in sinergia, la rendono l’articolazione più importante della parte superiore del corpo e la più mobile in assoluto. La spalla permette un movimento del braccio in tutti i tre piani anatomici dello spazio: quello mediano, frontale e trasversale. Senza questa libertà di movimento sarebbe non solo impossibile arrampicare ma anche eseguire le più comuni attività come raggiungere una mensola in alto o grattarsi la schiena.

L’angolo superiore esterno della scapola articola davanti anche con la clavicola, la quale a sua volta articola all’altro capo con lo sterno, in mezzo al petto. Questa concatenazione di articolazioni viene chiamata anche cingolo scapolare ed è molto importante per la postura, la respirazione e in generale per il movimento della parte superiore del corpo.

La spalla è anche un punto di incontro di diversi muscoli. Capi del bicipite e del tricipite hanno qui la loro origine, come pure deltoidi, inserzioni della cuffia dei rotatori e dei trapezi.

 

Bicipite brachiale

Bicipite vuol dire con due capi. Infatti il muscolo bicipite ha due origini, entrambe nell’articolazione della spalla e una sola terminazione – che in anatomia viene chiamata inserzione – all’inizio dell’avambraccio.

Il muscolo più caratteristico e più forte del braccio, il bicipite è un muscolo bi-articolare. Significa che lavora in due articolazioni, spalla e gomito, occupandosi in entrambe della flessione.

 

Tricipite brachiale

Come avrete ora intuito il nome tricipite indica che questo muscolo situato nel retro del braccio ha addirittura tre capi. Uno di essi origina nell’articolazione della spalla, mentre il secondo e il terzo capo nascono lungo l’omero. L’inserzione del tricipite è unica ed è situata sul lato esterno del gomito, lungo l’ulna (ve la ricordate?). Similarmente al bicipite, il tricipite è un muscolo bi-articolare e lavora anch’esso con spalla e gomito. Trattandosi dell’antagonista del bicipite, il tricipite si occupa dell’estensione sia a livello della spalla che del gomito.

 

Deltoidi

I deltoidi sono 3 diversi muscoli che circondano su tre lati l’articolazione della spalla: abbiamo infatti il deltoide anteriore, quello laterale e quello posteriore. Sono i muscoli più facilmente riconoscibili e sviluppati in chi ha le spalle allenate, in quanto formano il tipico rigonfiamento che arriva fino alla parte iniziale del braccio. Si occupano di sollevare in ogni direzione le braccia.

 

Cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è situata sotto i deltoidi ed è composta da quattro piccoli muscoli e dai loro rispettivi tendini. Come dice il nome, assume nella spalla una funzione rotatoria. Oltre a questo si occupa di centrare la testa dell’omero dentro l’articolazione gleno-omerale – stabilizzando così la spalla – durante certi movimenti molto tipici in arrampicata come l’elevazione e l’apertura laterale del braccio.

 

Trapezi

I muscoli trapezi originano sulla colonna vertebrale, coprono dalla base del cranio al margine superiore esterno della scapola e arrivano a circa metà della schiena, formando una specie di trapezio quando contratti.

Lavorano principalmente a livello della scapola ma coadiuvano anche l’elevazione delle spalle e la flessione e l’estensione del collo. Svolgono inoltre un’importante funzione stabilizzatrice assistendo una corretta postura. Sono i classici muscoli doloranti di chi sta seduto molto al computer o arrampica con le spalle troppo rialzate.

 

Mano

Lo sapevate che la mano è composta da 27 ossa e ben 34 piccoli muscoli?

Per semplicità e per non mettere alla prova la vostra pazienza ci concentreremo solo sulle strutture che hanno attinenza per l’arrampicata.

Ulna e radio incontrano le ossa del palmo della mano – il carpo – creando l’articolazione del polso. Il polso possiede due assi di movimento: flessione ed estensione e deviazione della mano (per intenderci il gesto che fate spostando la mano a destra e a sinistra quando salutate).

Dall’altro lato del palmo della mano, quello più lontano dal corpo, incontriamo la base delle dita. Ogni dito è composto da 3 falangi e 3 rispettive articolazioni (due per il pollice). L’articolazione prossimale delle dita è quella più vicina al corpo e vede l’incontro della falange più inferiore del dito con le ossa metacarpali, o del metacarpo. Avremo poi l’articolazione media del dito (assente nel pollice) e l’articolazione distale, quella vicina alla punta delle dita. Le articolazioni delle dita possiedono solo un’asse principale di movimento, flessione ed estensione.

Come accennato prima parlando dell’avambraccio, lungo dorso della mano passano i muscoli estensori delle dita, mentre lungo il palmo avremo i muscoli flessori delle dita. Lungo le dita passano invece solamente i tendini di questi muscoli. Avete capito bene: il muscolo vero e proprio termina in corrispondenza delle articolazioni prossimali delle dita. Da lì i tendini passano attraverso una guaina lubrificante detta vagina sinoviale arrivando fino alla loro inserzione finale sulle diverse falangi.

Situate in diversi punti delle dita esistono anche una sorta di arcate legamentose che tengono i tendini flessori aderenti alle ossa delle dita. Eccovi svelato cosa sono le pulegge!

E sono proprio le pulegge che possono “cedere” se si tira troppo forte e troppo “presto” rispetto alla capacità dei muscoli e tendini della mano di assorbire i microtraumi conseguenti all’arrampicata. Se avete iniziato ad arrampicare da poco, datevi tempo prima di attaccare con esercizi a secco su microprese e scaldatevi bene prima di ogni sessione di allenamento.

 

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