Guida alla scelta di una corda singola dinamica

No, questa non è la “solita” guida che spiega quali sono le corde utilizzate in alpinismo, la singola, le mezze, le gemelle, etc. Se cercate informazioni “di base” sui tipi di corda che vengono utilizzati in alpinismo, leggete qui.

Questa è una guida con informazioni specifiche che, secondo noi di Sestogrado, serve a chi ha già deciso di acquistare una corda singola dinamica a valutare con precisione tutte le caratteristiche tecniche che fanno la differenza tra una corda e l’altra.

Allora, quali sono le caratteristiche di cui dovresti tenere conto nella scelta della corda singola dinamica?

Partiamo da lontano:

Diametro e peso:

Lo spessore ed il peso incidono sostanzialmente in due fattori: durata della corda e facilità nelle manovre di assicurazione. Le corde di grosso diametro durano generalmente più a lungo, tuttavia, sono più pesanti e meno piacevoli da utilizzare.

Più la corda è spessa e più durerà, è un fattore innegabile. Corde come la Edelweiss Flashlight 10.0 la Beal Antidote 10.2 rappresentano una buona soluzione per chi vuole “maltrattare” la propria corda con ripetute vie in top rope o in palestra indoor, dove l’abrasività dei pannelli è particolarmente aggressiva con la calza. Inoltre una corda con diametro superiore ai 9.8 risulta più “facile” da gestire con tutti i dispositivi di assicurazione anche da climber non proprio esperti. In genere nelle vie dove il peso e la scorrevolezza sono importanti, è preferibile scegliere una corda più sottile.

Anima della corda:

L’anima della corda è costituita da dei trefoli di nylon. Tradizionalmente i trefoli venivano intrecciati, ora, su quasi tutte le corde in commercio vengono ritorti con forma a S o a Z. Il modo in cui vengono ritorni può essere a sua volta di due tipi: cablato o coassiale. La cablata è la più diffusa in assoluto in commercio; è composta da un numero variabile di piccoli trefoli che vengono ritorti. La triassiale invece usa tre trefoli grossi intrecciati tra loro. E’ una costruzione che conferisce maggiore durata e minore elasticità alla corda ed è più costosa da produrre.

L’anima della corda non è un vero e proprio “fattore di scelta”, nel senso che non è un dato che troverete scritto sulla scheda della corda (“questa corda è fatta con trefoli cablati con angolo di 90°, etc.”) ma è un elemento di cui essere a conoscenza e di cui tenere conto nella scelta della filosofia costruttiva del produttore. Per esempio Beal è nota per costruire le proprie corde con anima con trefoli ritorti cablati con un angolo di torsione basso, fattore che “dona” alla corda maggior allungamento ed elasticità, alcune corde Millet invece sono costruite con anima triassiale, una tecnologia costruttiva completamente diversa che conferisce maggior robustezza e durata.

Calza della corda:

La calza è l’insieme di fili, detti fusi, che “proteggono” l’anima della corda. Concorre in modo importante alla tenuta complessiva della corda ed alle sue proprietà dinamiche, vediamo come.

Quando stai per comprare una corda leggi sulle sue caratteristiche tecniche quanto incide la calza in termini percentuali, la logica è: più una calza è spessa (es: 40% del diametro complessivo della corda) e meglio resisterà agli sfregamenti, più la calza è sottile (es: 30% del diametro complessivo della corda) e maggiori saranno le caratteristiche dinamiche della corda (in termini di fattore di caduta basso, numero di cadute, etc.).

Trama della calza:

Sì anche la trama è un fattore di cui tenere conto. La trama per la maggior parte di corde può essere di due tipi, ad un punto o a due punti.

La differenza è in termini di maneggevolezza e/o durata. La trama ad un punto conferisce maggiore morbidezza alla corda, che si traduce in maggiore maneggevolezza e facilità/piacere nel compiere il moschettonaggio. La trama a due punti invece rende la corda più “dura” ma molto più resistente all’abrasione e durevole.

E’ una differenza sostanziale di cui si deve tenere conto in funzione del proprio stile di arrampicata, corde con punto singolo sono più godibili per chi arrampica sostanzialmente da primo, mentre corde con punto doppio sono più versatili e si prestano ad un uso più intensivo anche se più dure e meno maneggevoli.

 

petzl volta

La Petzl Volta 9.2 è una corda top di gamma. Ha una calza a doppio punto che la rende durevole ma è particolarmente morbida, rendendo la rinviata facile e fluida.

Trattamento dry o super ever dry:

I costruttori lo chiamano dry, ever dry, super ever dry, dry shield, etc. in funzione delle terminologie che preferiscono utilizzare, ma l’informazione che deve passare e che dovete avere chiara è che le corde possono avere 3 tipi di trattamento impermeabilizzante:

1 nessun trattamento

2 calza impermeabile

3 calza e anima impermeabile

1 nel primo caso, non essendo trattata, la corda se prende acqua subisce un rapido decadimento delle prestazioni. Sono le tipiche corde da falesia.

2 corde come l’Opera 8.5 o la Camp Quasar 9.9 hanno la calza impermeabile, sono idrorepellenti, quindi significa che possono prendere una pioggia leggera o essere utilizzate per alpinismo tradizionale/misto con tratti innevati. Il vantaggio delle corde con questo trattamento è che sono repellenti anche nei confronti della sporcizia che potrebbe attaccare la corda, lo svantaggio è che possono essere “unte” e scorrere troppo nei dispositivi di assicurazione le prime volte che le si utilizza.

3 trattamenti che rendono la corda totalmente impermeabile, come il Golden Dry delle Cobra 8.6, fanno sì che la corda possa essere immersa in acqua senza cambiare le proprietà dinamiche. Caratteristica obbligatoria per chi fa cascate di ghiaccio o alpinismo intenso.

Forza di arresto:

Certo la forza di arresto è una caratteristica di cui tenere conto anche se, rispetto al passato, tutte le corde dei principali costruttori posseggono forza di arresto bassa, sotto cioè i 9kN. A seconda che questa sia più o meno alta, su 8.8kN piuttosto che 8.2kN significa che la corda sarà più o meno dinamica e quindi più o meno elastica. Persone “pesanti”, che superano i 70/75kg tendono generalmente a preferire corde con fattori di caduta non troppo bassi per evitare un eccessivo allungamento della corda in caso di volo, mentre persone al di sotto di tale peso sentiranno un impatto maggiore con corde con fattore elevato e si troveranno meglio con corde con forza di arresto basse. Se fate coppia stabile con compagno/a di arrampicata e uno di voi pesa 50kg e l’altro 80kg non vi rimane che stare sul “mezzo” scegliendo una corda con forza di arresto attorno a 8.5kN

Numero di cadute fattore 1,77:

Non c’è molto da dire, il numero di cadute a fattore 1,77 che una corda può subire e per cui normalmente è omologata varia sostanzialmente in virtù del suo spessore. Una 10.2 avrà inevitabilmente un numero di cadute superiore ad una 9.2. Il numero minimo di cadute a cui deve resistere in sequenza una corda singola è 5 con un peso di 80kg che è il peso medio stimato per un alpinista con la sua attrezzatura.

Scorrimento della calza:

Lo scorrimento della calza è un fattore che incide in modo importante sulla sicurezza della corda. L’anima e la calza della corda tendono a separarsi e a scorrere l’una rispetto all’altra, se la costruzione non è stata accuratamente studiata. La calza si deforma poco a poco sotto l’effetto del discensore, creando una zona molle attorno all’anima e dei punti di rigonfiamento “effetto calzino”. Questo fenomeno comporta un’usura più rapida, in particolare per un utilizzo intensivo o in moulinette, come anche un rischio di bloccaggio nel discensore o nell’apparecchio di assicurazione.

Ogni costruttore dichiara sulle informazioni tecniche della corda, qual’è lo scorrimento della calza che si può verificare su quel determinato modello.

Anima e calza unite insieme:

Specifica a parte merita il processo costruttivo Unicore applicato da Beal ed Edelweiss ad alcune delle proprie corde. E’ un processo tramite il quale l’anima e la calza vengono fisicamente unite formando un “corpo unico”. Questo tipo di costruzione è particolarmente adatta quando utilizziamo la corda come «statica» (speleologia, soccorso, lavori in altezza, ecc.); in queste condizioni un eventuale lacerazione della calza elimina di fatto la possibilità che tutto ciò che è appeso a valle del taglio scivoli verso il basso. Ma anche in campo più prettamente “alpinistico”, questo tipo di costruzione è utile quando ci troviamo a risalire una corda o quando lavoriamo molto in moulinette: si annulla l’eventuale scorrimento della calza.