dinamico è bello

Dinamico è bello

L’autoassicurazione in sosta si basa su un principio: una volta arrivato in sosta non ti devi muovere da lì, se non “per ripartire”, quindi legato alla cordata di progressione, da primo o da secondo che sia.

Ciò per un motivo semplice, se si sale dalla sosta, anche di un paio di metri, mentre vi si è autoassicurati, e poi si cade, si vola con fattore di caduta 2, il più severo possibile. In questa occasione si può verificare in ordine di gravità: infortunio conseguente a brutale forza di arresto, rottura di longe e conseguente volo a terra, rottura di sosta e volo di intera cordata.

E’ una ipotesi disastrosa, ma possibile, ed infatti si è verificata in ambito speleologico con arrampicatore con longe in dyneema che ha superato la sosta per compiere alcune manovre, per poi ricadervi sopra e rompere la longe.

La rottura di una longe conseguente a volo di fattura 2 è possibile, nonchè probabile, in virtù dell’applicazione di un nodo come il bocca di lupo, che va ad abbassare incredibilmente le capacità di tenuta di un anello di fettuccia o cordino. Ne abbiamo trattato ed abbiamo mostrato come qui.

Ora, in conseguenza di questi aspetti, facciamo presenti alcuni fattori:

  • perchè non assicurarsi con nodo barcaiolo con la corda di cordata? l’autoassicurazione sulla corda di cordata è un metodo pratico, diffuso, sicuro e che assicura, in caso di operazioni maldestre che provochino uno “scivolamento” dalla sosta, il sufficiente dinamismo da non determinare conseguenza alcuna sulla sosta stessa, sull’arrampicatore e relativa sua sicurezza
  • c’è un’altra scuola di pensiero avvalorata dal CAI, secondo la quale l’autoassicurazione alla sosta debba essere fatta con longe indipendente dalla corda di cordata, ciò da maggiori benefici in caso di manovre di autosoccorso e in tutte le dinamiche in cui lo svincolamento dalla sosta sia vantaggioso

Ora, non discuteremo sulla bontà di un sistema o di un altro, ma ci soffermeremo sull’autoassicurazione con longe.

Questa è stata fino ad ora realizzata con qualsiasi cordino, anello di fettuccia a norma ed in qualsiasi materiale (nylon o dyneema), salvo oggi subire una “rivisitazione” alla luce di una maggior sicurezza che scoraggi qualsiasi tipo di utilizzo scorretto. Il CAI oggi suggerisce l’utilizzo di una longe dinamica, scoraggiando quindi l’utilizzo di cordini in nylon statici o anelli di fettuccia in dyneema.

Quale tipo di soluzione?

Spezzone di corda dinamica. Puoi utilizzare uno spezzone di corda singola dinamica al metro e lunga quanto vuoi tu. Anche se per la realizzazione di una longe sarebbe sufficiente uno spezzone di mezza o gemella, l’UIAA fa notare che queste sono omologate con un peso di 50kg, mentre la singola con un peso di 80kg, motivo per cui è necessario che lo spezzone di corda sia realizzato da una singola, anche nel caso volessi tagliare una tua corda.

Longe precucite dinamiche. Queste longe, come il Beal Dynaclip, hanno diversi benefici, primo fra tutti la richiesta dinamicità in grado di assicurare i più elevati standard di sicurezza, in secondo luogo hanno l’asola per l’inserimento del moschettone precucita ed omologata, per cui, rispetto allo spezzone di corda, non si deve realizzare un nodo con relativo abbassamento del carico di tenuta.

Considerazioni finali. Ci si deve quindi assicurare alla sosta con la longe? No, in alpinismo/arrampicata (lo avrete notato) non c’è un unico modo giusto di fare le cose. Ogni applicazione ha i suoi pro ed i suoi contro, l’importante è avere cognizione di causa in ciò che si sta facendo in modo da effettuare scelte consapevoli.

Butto via tutti gli anelli in dyneema e li uso solo per prolungare rinvii e protezioni veloci? No, per la sosta possono essere utilizzati tutti i materiali omologati, l’importante è che si deve capire che con una longe di autoassicurazione ci si deve sedere e stare lì, non è fatta per volarci sopra.

Devo necessariamente dotarmi di longe costituita da corda singola dinamica? se da decenni ci si autoassicura con nodo barcaiolo o con longe statiche perchè adesso appare così perentorio autoassicurarsi con longe dinamiche? l’UIAA o il CAI pongono delle norme o dei riferimenti che devono “coprire” l’intero mercato di utilizzatori. In questo senso emettono delle “best practices” che innalzano il livello di sicurezza generale del mondo dell’arrampicata creando uno standard. Constatato che un fenomeno di rottura sia possibile, e che si sia effettivamente verificato, pongono in essere dei comportamenti in grado di tutelare nel modo più ampio possibile la vasta platea di arrampicatori/alpinisti contro ogni eccezionalità, poi ad ognuno la sua scelta.