Il deep water solo, spesso abbreviato in DWS, è una forma di arrampicata praticata senza corda su pareti che si trovano direttamente sopra l’acqua. In caso di caduta non si finisce su un materasso o appesi a una corda, ma ci si lascia cadere in mare, in un lago o in una pozza sufficientemente profonda.
L’assenza di imbracatura, rinvii e sistemi di assicurazione rende questa disciplina estremamente semplice e immediata. Non significa però che sia priva di pericoli.
Una caduta in acqua può provocare traumi, perdita di coscienza, difficoltà respiratorie e, nei casi peggiori, annegamento. Prima di iniziare è quindi indispensabile valutare attentamente la parete, il fondale, le condizioni dell’acqua e le possibilità di uscita.
Ecco le principali cose da sapere per ridurre i rischi.

1. Saper nuotare bene è indispensabile
Nel deep water solo non è sufficiente riuscire a rimanere a galla. Occorre essere nuotatori sicuri, capaci di orientarsi dopo una caduta, raggiungere rapidamente un’uscita e gestire onde, correnti o acqua fredda.
La caduta può avvenire improvvisamente e lasciarti disorientato, affaticato o dolorante. Anche un piccolo trauma può rendere molto più difficile nuotare.
Non bisognerebbe mai praticare deep water solo senza avere piena confidenza in acqua.
2. Non arrampicare mai da solo
La presenza di un compagno è fondamentale. Chi rimane a terra o in acqua deve osservare la caduta, verificare che l’arrampicatore riemerga e intervenire rapidamente in caso di difficoltà.
Un trauma alla testa può causare perdita di coscienza. Un infortunio a una gamba, a una spalla o alla colonna vertebrale può invece impedire di nuotare autonomamente.
Il compagno dovrebbe conoscere il punto di uscita ed essere in grado di prestare assistenza, utilizzando quando necessario una corda da lancio, un’imbarcazione o un altro sistema di recupero.
3. Controllare sempre la profondità dell’acqua
Non bisogna mai dare per scontato che il fondale sia sufficientemente profondo solo perché l’acqua appare scura.
La profondità può variare in base alle maree, al livello di un lago, alla stagione, alle precipitazioni o alle condizioni del mare. Una zona sicura in un determinato momento potrebbe non esserlo qualche ora o qualche giorno dopo.
La verifica deve riguardare l’intera area nella quale potrebbe terminare la caduta, non solamente il punto esatto sotto la linea di salita.

4. Individuare rocce e ostacoli sommersi
Prima di arrampicare è necessario controllare la presenza di rocce, massi, tronchi, rami, scogli, fondali irregolari o altri ostacoli.
Una caduta raramente avviene in modo perfettamente verticale. Durante il volo ci si può allontanare o avvicinare alla parete, soprattutto sui traversi e sulle sezioni strapiombanti.
Gli ostacoli sommersi possono causare traumi importanti o intrappolare l’arrampicatore sott’acqua. Anche il fondale può cambiare nel tempo: onde e correnti sono in grado di spostare detriti e, in alcuni casi, perfino massi.
5. Verificare prima come uscire dall’acqua
Entrare in acqua è solo metà del problema. Occorre sapere esattamente come uscirne.
Prima di iniziare individua una spiaggetta, una cengia, una scala, un tratto facilmente arrampicabile o un punto in cui sia possibile predisporre una corda fissa.
L’uscita deve essere raggiungibile anche da una persona stanca o leggermente infortunata. Onde, rocce bagnate e pareti lisce possono rendere molto complicato risalire.
Quando l’uscita non è evidente o immediata, è opportuno predisporre in anticipo una corda o un sistema di assistenza.
6. Considerare la temperatura dell’acqua
L’acqua fredda può provocare una reazione improvvisa chiamata shock da freddo. Il primo contatto può causare un’inspirazione involontaria, respirazione rapida, agitazione e perdita del controllo.
Se la testa si trova sott’acqua durante il primo respiro involontario, il rischio di inalare acqua aumenta sensibilmente.
Dopo l’ingresso è importante concentrarsi sul mantenimento delle vie respiratorie fuori dall’acqua e rallentare volontariamente il respiro. Superato il primo momento, bisogna raggiungere l’uscita senza perdere tempo.
Con il passare dei minuti, il raffreddamento degli arti può ridurre progressivamente la capacità di nuotare. Un’esposizione prolungata può inoltre causare ipotermia.

7. Imparare a cadere prima di salire in alto
La tecnica di ingresso in acqua è uno degli aspetti più importanti del deep water solo. Non dovrebbe essere improvvisata durante la prima caduta da una parete.
È preferibile esercitarsi inizialmente da altezze contenute, in una piscina o in un punto conosciuto e verificato, aumentando gradualmente la distanza dall’acqua.
Durante il distacco dalla parete il corpo deve rimanere rilassato. Una postura eccessivamente rigida rende più difficile correggere la posizione durante il volo.
Se ci si accorge di essere inclinati in avanti o all’indietro, è possibile utilizzare le braccia con movimenti circolari per cercare di riportare il corpo in posizione verticale.
8. Entrare in acqua con i piedi
L’ingresso standard avviene con i piedi rivolti verso il basso, le gambe unite e le braccia aderenti ai lati del corpo.
Questa posizione riduce la superficie che colpisce l’acqua e aiuta a proteggere il viso, il torace e gli organi interni.
Poco prima dell’impatto bisogna evitare di guardare verso il basso. Abbassare la testa tende infatti a inclinare il busto in avanti, aumentando il rischio di colpire l’acqua con il volto, la testa o il torace.
È preferibile mantenere lo sguardo verso l’orizzonte e cercare una posizione il più possibile verticale.
9. Non sottovalutare l’impatto con l’acqua
Da una certa altezza, l’acqua non si comporta come una superficie morbida. Un ingresso scorretto può causare traumi simili a quelli prodotti da una caduta a terra.
Le conseguenze possono includere:
- commozioni cerebrali;
- traumi al collo e alla colonna vertebrale;
- lesioni ai timpani;
- fratture a piedi, caviglie e gambe;
- contusioni al torace e agli organi interni;
- perdita di coscienza.
L’acqua particolarmente calma può produrre un impatto molto duro. Una superficie leggermente mossa o aerata può attenuarlo, ma onde e correnti rendono più complicato riemergere e raggiungere l’uscita.
10. Scegliere vie adatte alla propria esperienza
Nel deep water solo la difficoltà tecnica della via è solamente uno dei fattori da considerare. Occorre valutare anche l’altezza, la qualità della roccia, la traiettoria della caduta, la profondità dell’acqua e la facilità di uscita.
Una via semplice ma molto alta può essere più pericolosa di una via difficile vicina all’acqua.
Inizia con linee brevi, strapiombanti e con una zona di caduta ampia e libera. Evita inizialmente traversi, pareti appoggiate, sezioni sopra rocce affioranti e passaggi dai quali si potrebbe cadere urtando la parete.
La maggiore altezza non rende solamente la caduta più impressionante: aumenta velocità, forza dell’impatto e probabilità di perdere il controllo della posizione.
Come effettuare un controllo preliminare
Prima di iniziare una sessione di deep water solo è utile seguire sempre la stessa procedura:
- controllare la profondità dell’acqua;
- ispezionare il fondale;
- verificare maree, correnti e condizioni meteorologiche;
- individuare uno o più punti di uscita;
- valutare la temperatura dell’acqua;
- stabilire chi osserva l’arrampicatore;
- predisporre eventuali corde, galleggianti o sistemi di recupero;
- iniziare con cadute volontarie da un’altezza ridotta;
- aumentare gradualmente altezza e difficoltà;
- interrompere la sessione se cambiano le condizioni.
L’attrezzatura utile
Il deep water solo richiede poca attrezzatura, ma alcuni accessori possono aumentare sensibilmente la sicurezza.
Oltre alle scarpette da arrampicata, possono essere utili una corda da lancio, una corda fissa per l’uscita, un galleggiante, un piccolo gommone o un’imbarcazione di appoggio.
È consigliabile portare anche indumenti asciutti, una protezione termica adeguata, un kit di primo soccorso e un sistema per chiamare i soccorsi.
Le scarpette bagnate perdono aderenza e si deteriorano più rapidamente. Tra un tentativo e l’altro è quindi utile asciugarle il più possibile e controllare che la suola non sia ricoperta di sabbia, sale o detriti.
Quando è meglio rinunciare
Non si dovrebbe praticare deep water solo quando:
- non si conosce la profondità del fondale;
- sono presenti onde forti o correnti;
- l’acqua è molto fredda;
- non esiste un’uscita semplice;
- si è soli;
- il punto di caduta si trova vicino alla parete;
- sono presenti rocce o ostacoli sommersi;
- non si è sicuri della propria capacità di nuotare;
- non si ha esperienza nelle cadute in acqua;
- le condizioni stanno cambiando rapidamente.
Rinunciare a una salita non significa essere eccessivamente prudenti. Nel deep water solo la sicurezza dipende soprattutto dalla valutazione dell’ambiente, perché non esiste alcun sistema di assicurazione in grado di correggere un errore.
Conclusione
Il deep water solo unisce la libertà dell’arrampicata senza corda alla possibilità di cadere in acqua, ma non deve essere considerato una forma di arrampicata priva di conseguenze.
Profondità, fondale, temperatura, correnti, altezza e tecnica di ingresso devono essere valutati con attenzione prima di ogni salita.
Saper nuotare, non arrampicare mai da soli e imparare a entrare correttamente in acqua sono i requisiti minimi. La regola più importante rimane però una: prima di guardare la parete e pensare alla via, bisogna controllare cosa si trova sotto.
Sestogrado – yes, we climb.
