Il movimento Yaniro, che prende il nome da Tony Yaniro che lo effettuò per risolvere il singolo di Choucas a Buoux, è un movimento che permette di evitare il lancio quando ci si trova su parete strapiombante e diminuisce l’intensità dello sforzo del bloccaggio, consentendo di raggiungere staticamente gli appigli lontani.
A prima vista sembra una manovra un po’ intorcolata, ma il punto di forza del movimento Yaniro è proprio questo, sfruttare il peso della gamba incrociata per aiutarci a “tenere” l’appiglio con la mano, fino ad effettuare un gioco di leve che ci consente di innalzarci.
Tony Yaniro in azione sul singolo di Choucas, mentre esegue il “Yaniro”.
Esecuzione:
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Si tiene una presa con il braccio in bloccaggio.
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Si porta la gamba sopra il braccio opposto (ginocchio sopra polso o gomito).
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La gamba crea una leva che scarica il peso dal braccio.
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Con il corpo stabilizzato si può allungare l’altra mano verso una presa lontana.
Perché è efficace
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aumenta la stabilità in strapiombo
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riduce la forza richiesta nel bloccaggio
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consente allunghi statici molto lunghi quando non ci sono piedi buoni.
Curiosità storica
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In inglese il movimento è generalmente chiamato “figure-4”, mentre in Francia negli anni ’80 veniva spesso chiamato “mouvement Yaniro”.
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Una variante è la figure-9, usata soprattutto nel dry tooling e nel ghiaccio
Facile? difficile da attuare? e soprattutto, ha senso provare a farlo?
Dipende dalla situazione e dal tipo di parete, non rimane che trovare l’appiglio giusto e provare a metterlo in pratica.
In ogni caso se, anche senza riuscire a chiudere la via, riuscirete a compiere il movimento Yaniro, se non altro farete un figurone con gli astanti.

Il movimento Yaniro è piuttosto utilizzato nella progressione con piccozze in dry tooling.
Sestogrado – yes, we climb.
