{"id":13788,"date":"2026-02-10T07:00:43","date_gmt":"2026-02-10T06:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sestogrado.it\/?p=13788"},"modified":"2026-02-10T08:50:41","modified_gmt":"2026-02-10T07:50:41","slug":"progressione-ghiacciaio-la-conserva-lunga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sestogrado.it\/it\/progressione-ghiacciaio-la-conserva-lunga\/","title":{"rendered":"Progressione su ghiacciaio: la conserva lunga"},"content":{"rendered":"<p>Un ghiacciaio \u00e8 come un campo minato! Un&#8217;immensa (anche se di questi tempi forse \u201cimmensa\u201d non \u00e8\u00a0 l&#8217;aggettivo corretto) distesa costellata di buchi e spaccature, i famigerati crepacci, di dimensioni e profondit\u00e0 diverse che spesso si nascondono sotto un leggero strato di neve. Davvero difficile, a volte quasi impossibile, individuarne con esattezza la presenza oppure comprendere se i ponti di neve che si sono formati sopra di essi grazie al lavoro del vento sono forti a sufficienza da reggere il passaggio di una o pi\u00f9 persone. <strong>Una \u201cpasseggiata\u201d su ghiacciaio non avr\u00e0 mai fattore di rischio zero<\/strong>, ma<strong> legandosi in cordata in maniera corretta \u00e8 possibile limitare il pi\u00f9 possibile gli incidenti<\/strong>. Se sono le prime volte che vi avventurate in un ambiente di questo tipo il consiglio \u00e8 sempre e solo uno: quello di affidarvi a una guida alpina che vi possa spiegare ed insegnare direttamente sul campo le giuste procedure da seguire.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13790 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo.jpg\" alt=\"conserva lunga\" width=\"1069\" height=\"713\" srcset=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo.jpg 1069w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo-635x424.jpg 635w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepo-96x64.jpg 96w\" sizes=\"(max-width: 1069px) 100vw, 1069px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nella maggior parte dei casi la progressione in cordata su ghiacciaio avviene in \u201cconserva lunga\u201d<\/strong>, poich\u00e9 rappresenta il giusto compromesso tra le esigenze di sicurezza e rapidit\u00e0 di progressione, solo quando i pericoli diventano oggettivi e il terreno lo richiede si effettuano manovre di assicurazione su ancoraggi fissi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COME FORMARE LA CORDATA<\/strong><\/p>\n<p>La cordata ideale per la progressione su ghiacciaio \u00e8 formata da due o tre elementi legati tra loro per mezzo di una <a href=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/it\/categoria-prodotto\/corde\/\">corda che deve essere lunga almeno 50 metri<\/a> poich\u00e9 tra ogni singolo deve esserci una distanza di almeno 10-15 metri. La cordata a 3 trattiene pi\u00f9 facilmente l\u2019eventuale caduta di un compagno in crepaccio e offre maggiore versatilit\u00e0 nelle manovre di corda.<\/p>\n<p><strong>Il capocordata, ovvero il componente pi\u00f9 esperto, si posiziona in testa nei tratti in piano o in salita, mentre in coda nei tratti in discesa<\/strong>\u00a0 al fine di trattenere eventuali cadute degli altri membri della cordata.<\/p>\n<p>Nella cordata a tre componenti il centrale si lega a met\u00e0 corda realizzando un nodo delle guide con frizione conservando una asola lunga circa 50 cm (asola distanziatrice) che viene collegata all\u2019imbracatura tramite <a href=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/it\/categoria-prodotto\/ferramenta\/moschettoni\/\">moschettone con ghiera<\/a> e nodo barcaiolo. L\u2019asola distanziatrice, consente, in caso di caduta del primo di cordata, che anche il terzo componente della cordata possa intervenire per aiutare nella trattenuta.<\/p>\n<p>Il primo e l\u2019ultimo componente della cordata si legano anche alle estremit\u00e0 della corda, con un otto infilato direttamente all\u2019imbracatura: ci\u00f2 consente di riutilizzare velocemente la lunghezza completa della corda restando sempre assicurati. La corda eccedente va infilata dentro lo zaino oppure avvolta attorno al busto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla corda che corre da un membro all&#8217;altro, a una distanza di circa 4-5 metri da ogni singolo partecipante, si vanno a creare dei <strong>nodi a palla<\/strong>, questi hanno lo scopo di frenare e , si spera, bloccare lo scorrimento della corda sul bordo del crepaccio in un\u2019eventuale caduta del compagno. L<strong>\u2019uso dei nodi a palla \u00e8 raccomandato in particolare su ghiacciaio innevato<\/strong> quando l\u2019individuazione dei crepacci risulta pi\u00f9 difficoltosa e il nodo tende ad incastrarsi sul bordo del crepaccio. <strong>In caso di ghiacciaio secco o con superfici gelate non conviene adottare il nodo a palla<\/strong>: infatti, in situazione di caduta, la corda di cordata scava un solco sul bordo del crepaccio e ci\u00f2 produce un certo attrito che rallenta la corsa; viceversa il nodo a palla tende a far fuoriuscire la corda dal solco e quindi non favorisce il bloccaggio della corda.<\/p>\n<p>Se ci si sta avvicinando a una parete rocciosa e si dispone di due corde \u00e8 sempre bene affidare la seconda all&#8217;ultimo membro della cordata,\u00a0 in quando \u00e8 statisticamente pi\u00f9 probabile che sia il primo a cadere in un crepaccio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13802 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia.jpg\" alt=\"conserva lunga\" width=\"900\" height=\"643\" srcset=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia.jpg 900w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia-750x536.jpg 750w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia-768x549.jpg 768w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia-635x454.jpg 635w, https:\/\/www.sestogrado.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Crepaccia-90x64.jpg 90w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p><strong>COME AVANZARE IN CORDATA A CONSERVA LUNGA<\/strong><\/p>\n<p><strong>La cordata avanza con passo regolare e uniforme<\/strong>, i vari componenti dovranno tenere nella mano a monte la piccozza pronta per una manovra di auto-arresto, mentre in quella a valle <strong>la corda sempre ben tesa a mano rovesciata <\/strong>(palmo rivolto verso il basso e pollice verso se stessi), in modo da evitare in inciampare o di tagliare con i ramponi la corda, ma soprattutto di avvertire la tensione della corda prima che lo strappo di un&#8217;eventuale caduta venga a gravare interamente sull&#8217;imbrago causando uno squilibrio e di conseguenza una caduta. <strong>\u00c8 buona norma che ogni componente di una cordata abbia a disposizione almeno due <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sestogrado.it\/it\/categoria-prodotto\/ghiaccio\/viti-e-accessori\/\"><strong>chiodi da ghiaccio<\/strong><\/a><strong> lunghi<\/strong>. Questo perch\u00e9 nell&#8217;eventualit\u00e0 di una caduta chi deve effettuare il soccorso potr\u00e0 creare un punto di ancoraggio saldo, ma anche chi \u00e8 caduto, se cosciente e con la possibilit\u00e0 di muoversi, pu\u00f2 auto assicurarsi e attendere con maggiore tranquillit\u00e0 i soccorsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si traccia la pista cercando di seguire le zone meno crepacciate (anche quando il ghiacciaio appare uniformemente coperto di neve e privo di crepacci). <strong>Durante l&#8217;avanzamento bisogna, nei limiti del possibile, mantenere una direzione perpendicolare a quella degli eventuali crepacci<\/strong>, <strong>sondando spesso il terreno con i bastoncini oppure con la piccozza<\/strong>. Le morene laterali, quando percorribili, sono sicure e in caso di nebbia impediscono di smarrire la direzione. Durante l&#8217;escursione bisogna seguire sempre la via pi\u00f9 sicura, anche se talvolta obbliga a un percorso pi\u00f9 lungo e tortuoso. Solo l&#8217;esperienza permette di intuire l&#8217;esistenza e l&#8217;orientamento dei crepacci in base alla struttura del ghiacciaio. I crepacci nascosti si distinguono sovente grazie alle strisce di neve portata dal vento, pi\u00f9 candida della neve circostante, oppure grazie a strisce di neve opaca, a leggeri avvallamenti, a un accenno di gradino, a sottili spaccature nella neve.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Camminare su un ghiacciaio \u00e8 un po&#8217; come camminare in un campo minato, non puoi sapere mai con certezza dove si trova il pericolo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13789,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[],"class_list":["post-13788","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libro-di-vetta"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Progressione su ghiacciaio: la conserva lunga - Sestogrado<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Camminare su un ghiacciaio \u00e8 un po&#039; come camminare in un campo minato, non puoi sapere mai con certezza dove si trova il pericolo. 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Un'immensa (anche se di questi tempi forse \u201cimmensa\u201d non \u00e8\u00a0 l'aggettivo corretto) distesa costellata di buchi e spaccature, i famigerati crepacci, di dimensioni e profondit\u00e0 diverse che spesso si nascondono sotto un leggero strato di neve. Davvero difficile, a volte quasi impossibile, individuarne con esattezza la presenza oppure comprendere se i ponti di neve che si sono formati sopra di essi grazie al lavoro del vento sono forti a sufficienza da reggere il passaggio di una o pi\u00f9 persone. Una \u201cpasseggiata\u201d su ghiacciaio non avr\u00e0 mai fattore di rischio zero, ma legandosi in cordata in maniera corretta \u00e8 possibile limitare il pi\u00f9 possibile gli incidenti. 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